• Esiste solo una varietà di olive. FALSO. L’Italia conta un’altissima varietà di olive, cosiddette “cultivar” (che sarebbero i vitigni). L’olio può essere ricavato da più varietà di olive (blend) o da un’unica varietà (monocultivar).

  • Il periodo di raccolta delle olive influenza la qualità dell’olio. VERO. Se le olive vengono raccolte a una fase iniziale di maturazione, l’olio che se ne ricava possiede caratteristiche organolettiche di un sapore fruttato più amaro e piccante; se invece le olive vengono raccolte in una fase di maturazione avanzata, l’olio sarà più ricco di sostanze antiossidanti.

  • L’olio di oliva non è adatto per la frittura. FALSO. Tutt’altro: l’olio di oliva è senza alcun dubbio il miglior olio per friggere perché ha un elevato punto di fumo (temperatura in cui l’olio inizia a fumare e quindi ad emanare sostanze dannose e tossiche) ed è molto più alto rispetto agli oli di semi.



  • Si digerisce peggio l’olio d’oliva rispetto agi altri oli. FALSO. L’olio d’oliva è il più digeribile di tutti, grazie alla elevata presenza di acidi grassi monoinsaturi, tra cui l’acido oleico, che contribuisce in larga misura a facilitare le funzioni depurative ed epatobiliari.

  • Il colore è indice di qualità. FALSO. Il colore (verde con riflessi gialli) dipende dalla cultivar, dal suo grado di maturazione e dal processo di estrazione. Soltanto la presenza di riflessi sul rosso indica che l’olio non è stato ben conservato e quindi si è deteriorato.